ARCHIVIO: questo è il vecchio sito FIAB (anni 1998 - 2012)

VAI AL NUOVO SITO

 

Home Page

 

... e adesso rispondiamo all'anonimo articolo di Cunegonda contro la Fiab

Un anonimo articolo di Cunegonda contro la FIAB
La nostra risposta

La FIAB, con grandi difficoltà e spesso inascoltata, cerca da più di 20 anni di promuovere la cultura della bicicletta nel Paese più “motorizzato” d’Europa, promuovendone l’uso quotidiano e nel tempo libero.
In questa “battaglia” le associazioni per il “consumo critico” sono sicuramente alleate; a parte l’anonimo estensore di un articolo su Cunegonda (www.cunegonda.info) - che d’ora innanzi per brevità chiameremo anonimo - il quale invece ritiene più utile (a chi?) sparare a zero contro la FIAB (www.cunegonda.info/27bici.htm).
Chi conosce minimamente la FIAB, ne riconoscerà la sostanziale malafede. Piuttosto ci preoccupa la “disinformazione” verso chi, pur condividendo le nostre finalità, non ci conosce: l’articolo dell’anonimo si configura come un maldestro tentativo, ammantato di falsa condivisione, di allontanare dalla FIAB i ciclisti urbani per farli approdare a ben altri lidi.
Sappiamo bene che la FIAB potrebbe essere e fare di “meglio e di più”: è per questo che lavoriamo da anni. Però chi è dotato di un minimo di discernimento, capisce che esistono oggettivi limiti di risorse (economiche ed umane), in un contesto culturale ostile (e spesso anche “cialtrone” …. tanti ci propongono grandi battaglie e al momento di scendere in piazza scompaiono!).
La discussione sulle iniziative da intraprendere, sulle nostre capacità di comunicazione (anche sul nome) è aperta da anni; è evidente a tutti però che non esistono formule “miracolistiche” . Piuttosto prendendo insieme decisioni democratiche e condivise, seppur a volte sofferte, in questi ultimi anni la Federazione è lentamente cresciuta e migliorata.

Riportiamo in seguito in corsivo-rosso le affermazioni dell’anonimo (i grassetti in blu sono i suoi) e di seguito le nostre risposte.
Risposte serene, a volte ironiche, decise comunque nel respingere affermazioni senza senso.

La Fiab è la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Già dalla sua definizione si capisce che dietro c’è un disegno mal concepito. In un panorama complesso e globalizzato la Fiab guarda ancora alla bicicletta come un oggetto al quale dedicare amicizia, escludendo dalla sua comunicazione tutta una fascia di utenti ciclisti che hanno un rapporto col mezzo a pedali che non è di pura e un po’ fanatica “amicizia”, ma semplicemente di un distratto quanto ragionato utilitarismo. Insomma, come avviene nella maggior parte dei paesi europei.

Ok, allora dovremmo diventare la Federazione Animati da un Distratto Quanto Ragionato Utilitarismo nei Confronti della Bicicletta (F.A.D.Q.R.U.C.B.)? Lo sa l'anonimo di Cunegonda quanti anni ci vogliono a far affermare una sigla e far sì che i vari interlocutori la imparino?

La FIAB nasce negli anni ’80, prevalentemente in ambito verde-ambientalista, quando in Italia parlare di “ciclisti urbani” era come parlare di “marziani” (i ciclisti, per intendersi, erano solo quelli del Giro d’Italia). Il nome “Amici della Bicicletta” deriva in primo luogo dalla constatazione che la maggioranza delle associazioni locali federate avevano questo nome. Evidentemente per aggregare le persone decisero di puntare anche sull’amicizia (e non solo per la bicicletta).
Se la nostra Federazione nascesse oggi, che il “ciclista urbano” è una figura riconoscibile (ma di chi è il merito? chi ha usato per la prima volta questo termine in Italia ?), forse sceglierebbe un altro nome. Questo però bisognerebbe chiederlo alla base, visto che noi siamo democratici, non facciamo “operazioni di vertice”: l’affermazione “dietro la Fiab c’è un disegno mal concepito” è l’ulteriore conferma di quanti anni luce sia lontana da noi l’anonimo, visto che la FIAB non nasce da “disegni” verticistici.
“Amici della Bicicletta” comunque ci piace. Contano di più le iniziative concrete, il nome non esclude affatto coloro che usano la bici “per distratto utilitarismo” (e lo dimostra il fatto che, dove le nostre associazioni locali fanno battaglie ed iniziative a favore dei ciclisti urbani, raccolgono consensi ed adesioni anche da quest’ultimi); ammesso, e non concesso, che volessimo cambiarlo allora chiediamo all’anonimo se davvero ritiene che valga la pena di cambiare una sigla che dopo 20 anni si è ormai imposta?

La Fiab è una associazione che avrebbe certamente bisogno di un ricambio ai vertici, di una svolta nella comunicazione, di una maggiore professionalizzazione dei suoi organismi,

Siamo "poco professionali"? Può essere, ma non ci sembra.
Certo siamo prima di tutto dei volontari, e ognuno ha già una sua professione, che talvolta torna utile alla FIAB, altre volte è del tutto irrilevante (altre magari comporta addirittura dei problemi). Alcuni lavorando per la FIAB, in anni di attività volontaria e non retribuita, talvolta sbagliando ( … chi non fa non falla), hanno acquisito una propria “professionalità” .
Certo non siamo i tipici professionisti della politica, anche perché non siamo pagati per tutto il tempo che dedichiamo alla FIAB.
Detto questo …. nessuno è contrario ad una maggiore professionalizzazione, piuttosto invece non abbiamo grandi budget da gestire e i professionisti possiamo coinvolgerli, come facciamo, solo quando la FIAB riceve incarichi remunerati (adesso l’anonimo ci attaccherà anche su questo e dovremo rispondere che accettiamo solo quelli che servono per realizzare i nostri scopi istituzionali, ecc. ecc.).
Su un altro versante, in questi ultimi anni abbiamo avviato iniziative (ad es. il corso residenziale per dirigenti che si tiene ogni anno a San Floriano) per “professionalizzare” maggiormente i nostri volontari, con ottimi risultati.
Tuttavia se ci sono “professionisti” ansiosi di prendere il timone della FIAB …. benvenuti a bordo!! Non siamo contrari a rinfrescare e migliorare i nostri vertici. Lo dimostra proprio la nostra ultima Assemblea che, rinnovando il Consiglio Nazionale, ha eletto a “furor di popolo” un nuovo consigliere in quanto esperto in comunicazione.
Però, visto che si invoca tanto la "professionalità", vogliamo anche ragionare sui "professionisti" veri? Intendo i professionisti della politica e dell'ambientalismo, i dirigenti (quelli sì stipendiati) che poi fanno carriera nelle pubbliche amministrazioni. Ci si dica cos'hanno fatto questi "professionisti" fin qui per la bicicletta?

per uscire definitivamente da quel circuito di iniziative un po’ vacue come “Bimbinbici”, “Cantine aperte in bicicletta”, e svariati cicloraduni di amatori, per intraprendere seriamente un discorso serio su una rivoluzione possibile della mobilità che in Italia è ancora lontana dal realizzarsi.

Allora, premesso che Bimbimbici è un'iniziativa importante e utile, tanto che la Commissione Europea ci ha fatto i complimenti ed ha intenzione di inserirla tra le buone pratiche da consigliare ai governi e alle amministrazioni di tutto il continente (ma ci sembra che anche "da queste parti" l'idea di accompagnare/consentire ai bambini di andare a scuola in bicicletta sia apprezzata), e che per quanto riguarda "Cantine Aperte", se qualcuno ci offre una buona bevuta non la rifiutiamo certo! :-)
Premesso questo, cosa si aspetta l’anonimo dalla Fiab? Che faccia la "Rivoluzione della mobilità"?
In realtà , invece di studiare McLuhan e fare la rivoluzione della mobilità, abbiamo studiato come si fanno le ciclabili, la moderazione del traffico, promosso Convegni per portare una certa cultura europea nei nostri ambienti tecnici ed amministrativi. Evidentemente abbiamo comprato i libri sbagliati.

(… omissis…) Ormai dovrebbe essere evidente per tutti: la bicicletta è un mezzo di trasporto che fa bene all'ambiente. Basta guardare cosa succede nelle nostre città per colpa del traffico motorizzato (caos, inquinamento, incidenti, ecc.). Eppure, visto che in Italia la bicicletta è sempre stata considerata un "attrezzo sportivo", la FIAB a scanso di equivoci ha sempre dovuto premettere di non essere un'associazione sportiva o per il tempo libero.
La FIAB invece è nata dal federarsi di gruppi locali cosidetti "cicloecologisti", ed è nata subito come associazione pseudo-ambientalista, per promuovere "l'uso della bicicletta con iniziative per migliorare mobilità e qualità della vita urbana e per la pratica di una forma di escursionismo rispettosa dell'ambiente".

Ok. Questo l’anonimo l’ha copiato “pari-pari” dal nostro sito.

Una formula troppo ambigua, se vogliamo essere obiettivi.

Anche questo ci sembra un apprezzamento del tutto gratuito. Se qualcuno riesce a spiegarci dove sta l’obiettività! La frase invece riassume benissimo le nostre finalità.

Tuttavia, nonostante il dilettantismo della Fiab

Grazie ancora :-/

(… omissis ….) Ma chi è che, con iniziative ridicole come Bimbinbici,

E’ fin troppo evidente che l’anonimo non sa neppure cos’è Bimbimbici, visto che non sa nemmeno come si scrive e che ritiene che questo importantissimo evento nazionale:

comunica la bici come un gioco per bambini?

La campagna Bimbimbici verte su un punto nodale, che è "Bambini a scuola in bicicletta", e vuole essere uno stimolo a restituire ai bambini indipendenza ed autonomia negli spostamenti, al contrario di adesso che vengono trasportati in auto, come pacchi, da genitori stressati.
Il volantino nazionale, che verte sui problemi della mobilità e sul diritto anche dei più piccoli ad una propria autonomia, grazie a questa iniziativa - tutt’altro che ridicola, visto che, con buona pace dell’anonimo è stata presa sul serio quest’anno da 124 realtà locali che l’hanno realizzata in ogni parte d’Italia - è entrato nelle scuole e nelle case, migliaia di italiani l’hanno letto.
Forse nemmeno all’anonimo comunicatore di Cunegonda riesce una tale diffusione delle proprie idee.

La Fiab, appunto! Il mezzo è il messaggio: la Fiab passi in libreria e si compri McLuhan.

L’anonimo passi invece su internet al sito www.bimbimbici.org e si faccia inviare dalla FIAB il libro “Bambini e bicicletta” per leggere di cose di cui sta parlando senza conoscerle.

Stefano Gerosa, Consigliere Nazionale e Webmaster FIAB
Luigi Riccardi, Presidente FIAB

Home Page