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Torna il treno a Calalzo, ma niente bici! Trenitalia contro il cicloturismo?

Mercoledì, 27 Agosto 2014 21:28

Dal 1 agosto è stata riaperta la tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi-Calalzo di Cadore. Però non è più possibile il trasporto delle bici al seguito. Molto grave, visto che siamo su un segmento essenziale dei percorsi cicloturistici che collegano la Pusteria, e quindi l'Austria, alle Dolomiti, alla pianura e alla laguna veneta. Fiab Veneto chiede a Trenitalia di modificare la decisione.

 

Dal 1 agosto è stata riaperta la tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi-Calalzo di Cadore, chiusa dall'inverno scorso per i gravi danni causati dal maltempo. Lavori molto impegnativi sono stati necessari in particolare per ripristinare due gallerie nella zona di Perarolo. Qualcuno temeva che la tratta, considerata "ramo secco", non venisse più riaperta.
Notevole è stato l'impegno tecnico e finanziario per RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e quindi grande la soddisfazione della popolazione e dei sindaci della zona, che sono saliti a Calalzo nel viaggio inaugurale. Tutto bene dunque, sembrerebbe, ma... amara sorpresa per tutti coloro che amano percorrere il territorio in bicicletta: non è più possibile il trasporto delle bici al seguito del viaggiatore su questa tratta!


Eppure essa costituisce un segmento essenziale dei percorsi cicloturistici che collegano la Pusteria (e quindi l'Austria) alle Dolomiti, alla pianura e alla laguna veneta, sempre più frequentati malgrado i tanti problemi irrisolti, relativi a sicurezza, segnaletica, informazione, organizzazione turistica complessiva.
Calalzo, stazione terminale delle linee ferroviarie che da Venezia e Padova salgono in Cadore, è anche punto di partenza della tanto decantata pista ciclopedonale "Lunga Via delle Dolomiti", che si sviluppa in gran parte sul sedime della ferrovia a scartamento ridotto Calalzo-Cortina d'Ampezzo-Dobbiaco, soppressa nel 1964.
Da anni la Provincia di Belluno ha attivato su questo spettacolare percorso il servizio estivo "Bike'n'Bus", pullman con carrelloni porta bici che partono da Calalzo con destinazione Cortina e Dobbiaco, proprio in concomitanza con l'arrivo dei treni da Venezia e da Padova.
Lungo la valle del Piave inoltre, nei comuni di Pieve di Cadore e di Castellavazzo, proprio in questi mesi si stanno realizzando due brevi ma importantissime piste ciclabili, che permetteranno di evitare, probabilmente già dall'anno prossimo, due tratti molto pericolosi nel percorso tra il Cadore e il Bellunese. In attesa di risolvere questi due "punti neri", la segnaletica cicloturistica REV (Rete Escursionistica Veneta - Itinerario I4), dà indicazione di usare il treno tra Calalzo e Belluno, ovviamente portandosi appresso le bici!
Incurante di tutto ciò, Trenitalia Veneto ha deciso di usare su questa linea treni dove non c'è posto nemmeno per una bici! È una decisione sciagurata, che viene dopo la drastica riduzione del numero dei treni su cui poter trasportare la propria bicicletta. Fino a poco tempo fa ciò era possibile su tutti i treni che circolano in provincia di Belluno!
In questo modo viene boicottato il cicloturismo, che per svilupparsi richiede un'integrazione efficiente con i trasporti pubblici, come dimostrano tanti esempi vicini: la Dobbiaco-Lienz, la Valsugana, la Val Venosta, la Val d'Adige, ecc.

 

Questa decisione danneggia pesantemente un'attività economica importante, in crescita, rispettosa dell'ambiente, utile anche per zone marginali e a scarso sviluppo turistico.

Fiab Belluno e il Coordinamento FIAB del Veneto hanno chiesto a Trenitalia Veneto di modificare la decisione e di dotare tutti i treni regionali, specialmente in zone turistiche, di spazi sufficienti per il trasporto delle biciclette.
Il coordinatore FIAB-Veneto, Luciano Renier, sta lavorando su più fronti per cercare di dare qualche risposta sulle possibilità di trasportare le bici su treni e ha già chiesto un incontro con la Regione Veneto che, dopo aver varato la rete cicloturistica (REV), non potrà di certo assistere indifferente a questi fatti.
Nel frattempo il 13 agosto c'è stato un incontro di sindaci della zona in Regione con i responsabili di Trenitalia sul servizio ferroviario ed è stato posto, oltre al problemi dei pendolari, anche quello del trasporto bici. I dirigenti Trenitalia hanno assicurato verbalmente che prenderanno in esame la questione e verso fine settembre daranno una risposta.
Come abbiamo già spiegato con il dlgs 70/14 il trasporto bici sui treni è diventato un obbligo per le compagnie ferroviarie e pertanto, se la situazione non si risolverà positivamente, Fiab potrebbe valutare con i propri avvocati un ricorso all'Autorità dei Trasporti, chiedendo di sanzionare Trenitalia.

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Agosto 2014 22:26