06/11/07 Grosseto: Emergenza strade bianche in Maremma
E’ stato pubblicato su Repubblica un articolo nel quale si raccoglie il “grido di allarme” lanciato dalla Associazione Amici della Terra circa la attuale, e futura, situazione delle cosiddette “strade bianche” che, nonostante costituiscano un patrimonio storico culturale e paesaggistico, rischiano di sparire sepolte dal più pulito, scorrevole, asettico asfalto.
L’Associazione Amici della Terra – sezione di Grosseto chiede sostegno alle loro iniziative a difesa del territorio Maremmano e alla tutela di quel che rimane della rete di strade rurali e dogane, che in passato sono state l'asse portante dello sviluppo, grazie alla transumanza, di gran parte delle comunità della Maremma Grossetana.
Queste strade, il più delle volte consortili, o gestite dai Comuni, sono passate dall'incuria di anni ad una "asfaltatura selvaggia" che, causa l'aumento delle velocità di scorrimento favorite dal nuovo fondo, in carreggiate di ampiezza limitata, non ha fatto altro che aumentarne la pericolosità. Soprattutto per chi le percorre con mezzi lenti come la bici, se non a cavallo o a piedi.
E’ intenzione della Associazione FIAB-Rampigrifo contribuire, assieme a tutte le altre associazioni ciclistiche sportive locali che lo vorranno, ad un progetto di "salvataggio" delle nostre strade bianche cominciando con una prima opera di monitoraggio sul territorio.
Di seguito si riporta l’articolo citato all'inizio, pubblicato lo scorso 4 novembre nella sezione “ambiente” a firma di Maurizio Bologni.
"Da vanto della Toscana a patrimonio da salvare dai blitz dell´asfalto"
Ogni poco ne sparisce una, magari a seguito di un blitz compiuto nottetempo: è capitato che la sera prima il consiglio comunale deliberasse, il sindaco ordinasse e la mattina dopo, all´alba, le bitumiere fossero già in azione per cancellare un´altra strada bianca. «E´ uno stillicidio che stravolge il paesaggio e la storia della Toscana, giù le mani dalle strade bianche!» gridano piccole associazioni ambientaliste. Sostiene Giancarlo Brocci, presidente dell´Associazione parco ciclistico del Chianti: «E´ un fenomeno accessorio alla proliferazione di villaggi turistici, alberghi a cinque stelle, ville con piscina: certe amministrazioni locali assecondano le richieste di chi non sopporta piccoli disagi, non vuole che la propria fuoriserie si impolveri, pretende di trovare in campagna gli stessi servizi che ha in città. Non può essere così. E invece tratti di pennarello nero indelebile cancellano fantastici cinemascope, balconi sul bello assoluto, coi loro muri a secco e i fontini, ponti a mattoni o pietra serena». Succede proprio mentre la stampa, dal Wall street journal a Tv sorrisi e canzoni, celebrano la rete di strade bianche esaltate dall´Eroica, la corsa ciclistica inventata a tutela del paesaggio, eppure privata, negli ultimi anni, di alcuni suoi tratti sterrati che sono stati coperti di bitume.
Il fronte di crisi più grave è nel Grossetano. «Le alte colline della Maremma meridionale fra Scansano, Saturnia e Semproniano - attacca Tiziana Tocco dell´Associazione amici della terra - sono un territorio rurale intatto, meriterebbero di essere riserva naturale e invece gli enti locali asfaltano strade che sono testimonianze dell´epoca leopoldina e poi della transumanza». E´ lungo l´elenco delle «provinciali» cancellate negli ultimi anni 15 anni, la Fibbianello, la Usi, la Crocina, le Ragnaie. «Nei comuni di Campagnatico e di Manciano ormai non è rimasto più nulla» aggiunge Tocco, che nel maggio 2006 denunciò casi a Castiglion della Pescaia. «Di recente - incalza Angelo Fedi della Rampigrifo, associazione ciclistica grossetana affiliata alla Fiab - sono state asfaltate tutte le strade della zona di Poggio la Mozza, Poggio Tramandino, Piagge del Maiano e Maiano Lavacchio». Ora si teme per le antiche dogane che collegano Murci con Pomonte e Saturnia. «La Provincia sta costruendo un ponte e asfalterà una strada inutile» è l´allarme di Tocco. Che indica la provincia di Siena come esemplare nella tutela. Vai però a vedere e scopri che neanche lì è tutto rose e fiori.
E´ vero che il Comune di Siena, caso unico, ha reso intoccabili le proprie strade bianche dichiarandole «invarianti strutturali» (ma la tutela non si estenda alle vicinali e alle private). Ed è vero che la Provincia di Siena, finanziata dalla Fondazione Monte dei Paschi, ha avviato la realizzazione di un catasto che ha sin qui censito e classificato il valore storico-paesaggistico di 230 chilometri di 104 strade bianche, oltre che di 350 relativi manufatti minori: muri a secco e ponti, fontanili e lavatoi, tabernacoli e lapidi. Il censimento ha però riguardato solo le arterie della Provincia, dei quattro comuni chiantigiani, di quelli di Asciano e Monteriggioni. Dovrà essere completato. «E dopo - spiega l´architetto Marco Vannocci, che cura la ricerca - il Piano territoriale di coordinamento provinciale dovrà far proprie prescrizioni cogenti per tutelare le strade bianche». Adesso e fino ad allora i Comuni hanno mano libera. E la adoperano. «Le strade di Pagliaia, Pacina e Pontignano, Borgo Scopeto, più di recente quelle di Vallina e quella che porta al cinque stelle di Fontanelle, nel solo comune di Castelnuovo Berardenga sono tante le strade bianche sacrificate» dice Brocci. «Nel Comune di Monteroni, hanno ricoperto di bitume anche 700-800 metri del percorso storico dell´Eroica».
L´Eroica, appunto, la rievocazione storica che sta diventando una classica del ciclismo italiano, ha sedotto il presidente della Regione Claudio Martini che promette di salvaguardare i 44.940 chilometri di strade bianche toscane. «Nel piano di sviluppo rurale della Regione per gli anni 2007-2013 - fanno sapere da Palazzo Bastogi - sono previsti 57 milioni di investimenti per infrastrutture legate allo sviluppo e all´adeguamento rurale e forestale. Vogliamo migliorare i collegamenti tra le aziende agricole e l´accesso alla aree boscate attraverso la manutenzione del patrimonio esistente di strade bianche e la realizzazione di nuovi percorsi. Attenzione, dunque, all´aspetto produttivo oltre che a quello paesaggistico e turistico delle strade bianche».
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E-mail: rampigrifo@tiscali.it